Eleonora Aricò è artista, autrice e direttrice creativa, fondatrice di Hera Creative Studio e ideatrice di The Creative Map.

Il suo percorso nasce dall’incontro tra immagini, emozioni, materia, spazio e connessioni non immediatamente visibili. Laureata in Architettura, ha esplorato per anni la comunicazione visiva attraverso il lavoro di content creator, collaborando con numerosi brand e sviluppando uno sguardo riconoscibile, attento alla luce, ai dettagli, all’atmosfera e alla costruzione dell’immagine.

Con il tempo, quella sensibilità si è trasformata in una ricerca più ampia. Dopo anni vissuti dentro la velocità della comunicazione, Eleonora ha sentito la necessità di rallentare, tornare all’origine del proprio processo creativo e dare spazio a una visione più autentica e profonda.

Da questa esigenza nasce Hera Creative Studio: uno studio in cui strategia, direzione creativa e ricerca estetica vengono costruite intorno all’identità reale di ogni progetto.

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Non un luogo dedicato soltanto alla produzione di immagini, ma uno spazio in cui osservare, comprendere e tradurre ciò che un brand, uno spazio o un’idea possono diventare.

Negli anni successivi la sua ricerca si è estesa alla pittura, alla scrittura e alla progettazione editoriale. Nasce così The Creative Map, il progetto madre attraverso cui Eleonora indaga la creatività come processo di trasformazione e osserva ciò che accade prima che una forma diventi pienamente visibile.

Il progetto si sviluppa attraverso tre direzioni: le opere, la collana editoriale Le Sette Sorgenti e The Creative Map Method, un metodo di lettura creativa della metamorfosi pensato per persone, brand, spazi e progetti che stanno attraversando una fase di cambiamento.

Nel 2026 pubblica The Body, primo volume de Le Sette Sorgenti: un’edizione d’artista dedicata al Corpo come primo accesso al processo creativo, in cui testo, pittura, fotografia e ricerca si incontrano all’interno di un unico oggetto editoriale.

Oggi il lavoro di Eleonora attraversa linguaggi diversi, ma conserva una stessa direzione: riconoscere la forma futura delle cose prima che diventi evidente e accompagnarne il passaggio dall’intuizione alla realtà.

Per lei, creare non significa aggiungere qualcosa di nuovo alla superficie, ma rendere visibile ciò che era già presente e non aveva ancora trovato una forma.